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Crollo degli alberi, Piciocchi accusa ambientalisti e partiti “verdi”. Il vicesindaco-candidato del centrodestra nel mirino di roventi polemiche

Italia Nostra, Legambiente Liguria, la Rete Genovese (che riunisce 43 realtà sul territorio tra le quali il Wwf ed Ecoistituto Re. Ge.) e Circolo Nuova Ecologia rimandano le accuse al mittente e attaccano parlando di strumentalizzazioni politico-elettorali. Il Pd chiede che la candidatura di Piciocchi venga ritirata. Europa Verde: «Da anni denunciamo che la manutenzione del verde in città è inesistente. Non esiste un piano serio di gestione e monitoraggio degli alberi e si interviene solo in emergenza, dopo segnalazioni o tragedie»

Questa mattina, su “Il Secolo XIX” è stata pubblicata una lettera del vicesindaco facente funzione e candidato sindaco per il centrodestra Pietro Piciocchi. Non la riportiamo tutta perché, avendola lui affidata a un solo media, è evidentemente sua precisa scelta che resti confinata su quelle pagine. Lo accontentiamo. Citiamo solo le frasi che gli hanno rimediato, oggi, una raffica di pesanti critiche e accuse da associazioni e partiti che fino ad ora avevano taciuto per il rispetto alla donna morta, schiacciata da una palma schiantata al suolo, in piazza Paolo da Novi.


Le frasi contestate

Nel mio attuale ruolo istituzionale non posso più tacere su tutto quello che ho sperimentato in questi anni e che rende una tragedia come questa praticamente inevitabile. Parlo del clima di sistematica intimidazione che accompagna ogni decisione sullo stato di salute degli alberi. Il fanatismo verde con tutti i suoi addentellati e complicità in alcuni partiti ha grandi responsabilità nell’averci portato spesso a scelte dissennate, illogiche e dispendiose.

E alla fine fonte di grave pericolo pur di risparmiare a tutti i costi la vita di alberi già gravemente malati e compromessi. Gli agronomi sono ormai condannati a vivere in un vero e proprio stato di terrore perché ad ogni taglio corrispondono uno o più denunce penali con plateali manifestazioni pubbliche di dissenso da parte dei cittadini e comitati, esperti improvvisati che ottengono sempre grandi spazi di visibilità.


«Anche noi avremmo potuto dire che gli alberi cadono perché non sono curati, perché è quello che è, però ce ne siamo ben guardati, siamo stati zitti, nessuno ha detto niente: di fronte alla morte, il silenzio mi sembra d’obbligo – dice Stefano Fera, presidente genovese di Italia Nostra -. Quanto a quello che Piciocchi ha scritto sulla sua lettera, accusando gli ambientalisti, noi non ci facciamo intimidire. Questo è lo stesso tipo di la strumentalizzazione che qualche persona poco sensata ancora fa quando un malato psichiatrico commette qualche grave atto: se la prendono con Basaglia, che ha abolito i manicomi. Piciocchi se la può prendere con chi vuole, ma è una questione di civiltà, una questione di cultura, di scienza. Intanto è una cosa di pessimo gusto fare certi discorsi dopo la morte di una persona, che sia periodo elettorale o no. Noi ambientalisti accusiamo il candidato sindaco di centrodestra di disonestà intellettuale: non perché l’amministrazione tagli gli alberi, ma perché non li cura. Taglia anche alberi che a nostro parere potrebbero essere salvati o addirittura ci sembrano sani mentre quelli malati, che stanno per crollare, cadono perché non li hanno mai monitorati. Una cosa che noi abbiamo sempre chiesto è il monitoraggio del verde. Perché si decidono a fare il monitoraggio solo dopo questa tragedia? Perché non è stato fatto prima?».

«La vita degli uomini dipende dalla vita delle piante, mentre il centrodestra mette le due cose in alternativa, in antitesi: o la vita delle piante o la vita degli uomini – prosegue il presidente di Italia Nostra -. E no! Questo è ormai diventato un tema molto importante per tutti, proprio perché ci si rende conto che la vita degli uomini dipende dalla vita delle piante. Quindi più e meglio vivono le piante, più e meglio vivono gli uomini. C’è una correlazione, e questo non lo capiscono. Una correlazione scientifica, non ideologica e non ce la siamo inventata noi. È una cosa che stanno capendo tutte le persone mediamente civili, e qui sta l’arretratezza della storia dell’alternativa tra alberi e uomini. Proprio come la storia dei malati mentali: una volta li prendevano, li chiudevano e buttavano la chiave. Ora la scienza e la sensibilità sociale sono progredire e non si fa più».

Secondo Massimo Maugeri del direttivo di Legambiente Liguria, quella di Piciocchi è una «Dichiarazione inopportuna che nasconde una finta presa di responsabilità».

«Il vicesindaco facente funzioni poteva attendere per le polemiche, rispettare il lutto – prosegue Maugeri -. Dire che la colpa degli alberi che cadono è dei cittadini è segnale di arroganza e di sciacallaggio politico. Gli alberi talvolta muoiono in piedi, per patologia, per il vento o per un cambiamento climatico o anche per incuria, ma saranno altri a doverlo accertare».

Durissima la Rete Genovese, che riunisce 43 realtà del territorio*: «Leggiamo con sdegno la lettera di scuse del sindaco facente funzioni Piciocchi: incredibile come certa politica possa cadere in basso. Ci scappa il morto e allora la colpa è dei Comitati e delle Associazioni ambientaliste. Ma quando mai Comitati e Associazioni hanno potuto avere un ascendente sulle scelte dell’amministrazione? MAI!!! La scorsa estate la Rete Genovese ha manifestato con le associazioni ambientaliste contro il taglio degli alberi a Brignole: è servito a qualcosa? No, gli alberi sono stati abbattuti. Quante volte abbiamo manifestato contro la realizzazione dello skymetro, della funivia o di tutte le numerose opere impattanti, come ad esempio quelle della Valpolcevera? Quante volte abbiamo chiesto una gestione diversa dei cantieri invasivi? Quante volte abbiamo chiesto meno servitù e più servizi per i cittadini? Quante volte abbiamo chiesto modifiche sostanziali al fallimentare progetto dei 4 assi di forza? Quante volte abbiamo chiesto una diversa organizzazione delle rimesse degli autobus presentando anche progetti alternativi? Quante volte abbiamo chiesto provvedimenti per risolvere il problema dei fumi del porto? Quante volte abbiamo detto che la qualità dell’aria potrebbe essere migliorata, per evitare di fare ammalare e morire persone? Ma l’amministrazione Bucci/Piciocchi è sempre andata avanti senza prendere in considerazione le nostre richieste, non curandosi delle conseguenze. I Comitati del “no” sono stati in grado di dimostrare di essere i comitati del “sì”, presentando progetti alternativi più economici e meno impattanti per la salute dei cittadini e per l’ambiente ma Bucci prima e Piciocchi ora non li hanno mai ascoltati, e allora Piciocchi ci vuole fare credere che quell’albero pericolante, segnalato più volte da gruppi locali, come ad esempio Genova contro il degrado, non è stato abbattuto per paura delle reazioni degli ambientalisti? La lettera di Piciocchi è un insulto alla memoria della povera signora Francesca Testino».

«Piciocchi parla di senso di responsabilità e rispetto della vita umana che per lui non hanno prezzo – continuano alla Rete Genovese – Ci chiediamo allora dov’era questo suo senso di responsabilità e rispetto della vita umana quando il Comune ha concesso la realizzazione di un inutile tempio crematorio che porterà solo inquinamento, malattie e morte. Che vergogna! il Vicesindaco facente funzioni avrebbe dovuto limitarsi a chiedere perdono, anziché strumentalizzare questa tragedia a fini elettorali, scaricando le responsabilità politiche su chi non ha mai avuto voce in capitolo».

Sbotta Andrea Agostini, presidente del circolo Nuova Ecologia e uno dei registi delle proteste contro il taglio degli alberi in città. Accusa il Vicesindaco facente funzioni di dire bugie e scaricare le responsabilità e si rivolge direttamente a lui: «Incominciamo dai morti. L’Organizzazione mondiale della Sanità e l’Istituto Tumori di Genova sostengono che ogni anno a Genova muoiono cento persone che non dovrebbero morire e molte si ammalano e il tutto è legato alla qualità dell’aria in città. Da sette anni (sono quasi 8 n. d. r.) la tua maggioranza non fa nulla per non fare morire cento persone l’anno e anzi agisce consapevolmente aumentando le problematiche che portano al peggioramento della qualità dell’aria. Tu, il Sindaco e Renzo Piano cianciate di 3600 alberi da piantare dalla Foce alla Lanterna. Sino a ora in sette anni avete piantato quattro palme in vaso sul retro del padiglione blu alla Foce e soprattutto vi guardate bene del dire e soprattutto di mettere a bilancio del Comune il costo delle piantumazioni e della manutenzione. Il Comune parla per atti giuridici, ma voi non avete messo a bilancio un euro in più per il verde. Da anni solo annunci e balle. Contando, tra tagli e piantumazioni, il Comune di Genova ha un passivo accumulato dal vostro governo della città pari a centinaia di alberi».

«Avete prodotto un piano del verde che, per vostra stessa ammissione ,è un insieme di linee di condotta, senza vincoli e senza finanziamenti – prosegue Agostini -. In anni di gestione del Comune non sapete neanche quanti alberi ci sono a Genova, dove sono e quali le tipologie. In questo senso parlare di alberi monitorati è una balla e una presa in giro […].Lasciate per mesi se non per anni alberi da voi fatti certificare come in classe D, cioè a rischio crollo imminente, nei giardini delle scuole, nei viali e nei giardinetti senza avvisare chi ci gioca o passa sotto del pericolo. Avete ricoperto di asfalto un prato a Quinto per farci atterrare gli elicotteri dei ricchissimi in visita di Euroflora e dal 2019 non avete più tolto l’asfalto, tanto di un prato in meno e una bomba di calore in più non vi interessano». Poi parla di altre azioni che a suo parere sarebbero disdicevoli, non a favore della cittadinanza, sottolineando come certi comportamenti contro l’ambiente siano pericolosi e addirittura causa di malattie, come i tumori, nelle persone secondo studi medici e scientifici.

«Io, per conto mio, continuerò a difendere il verde dalle vostre delibere sporche di cemento, come difendo la vita, la bellezza per tutti e anche per voi» conclude il presidente di Nuova Ecologia.

«Le parole che il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi ha consegnato a Il Secolo XIX tramite una lunga lettera, sono – senza mezzi termini – sconcertanti e senza vergogna – attacca Simone d’Angelo, segretario genovese del Pd -. Come si può speculare così su una tragedia che ha tolto la vita a una donna per fare campagna elettorale? Come si può nella propria veste istituzionale puntare il dito contro dei cittadini e delle cittadine tacciandoli di “fanatismo” e accusandoli di “intimidazioni”, riconducendo nel loro agire le colpe di una tragedia immane, arrivando a ergersi come colui che su queste basi mistificatorie assumerà – lui sì – le giuste decisioni, in uno squallido teatrino elettorale a cui questa città non aveva mai assistito prima. Di fronte alle tragedie si rispetta il dolore, non si fa polemica. Ma di fronte a questa lettera indegna non si può tacere. Il problema non è chi difende il verde, anche se può farlo in maniera ideologica o aprioristica. Anche se può farlo partendo da presupposti sbagliati. Il problema è chi non ha la capacità di tutelare i propri cittadini. Eventuali mancanze da parte dell’amministrazione comunale verranno accertate dalla magistratura. Ma le parole di stamane del vicesindaco Piciocchi – a cui ha fatto seguito una surreale conferenza stampa – segnano la totale mancanza di requisiti, rendendolo non solo inadeguato, ma indegno di rappresentare la nostra città. Un sindaco si assume le responsabilità degli suoi errori, anche quando questi non sono i propri. Non specula (politicamente n. d. r.) sulle tragedie».

«Lancio un appello alla destra perché Piciocchi venga rimosso da candidato. Genova non merita tanto squallore» conclude D’Angelo.

«In merito alla lettera a firma di Pietro Piciocchi, è necessario ristabilire la verità su chi ha davvero responsabilità nella gestione del verde pubblico a Genova- dicono Giorgia Parodi e Leonardo Parodi, co-portavoce di Europa Verde Genova -. Il vicesindaco facente funzioni Piciocchi accusa Europa Verde e i comitati ambientalisti di essere “ipocriti” e di ostacolare la gestione del verde urbano. La realtà è l’esatto contrario: da anni denunciamo che la manutenzione del verde in città è inesistente. Non esiste un piano serio di gestione e monitoraggio degli alberi e si interviene solo in emergenza, dopo segnalazioni o tragedie. Questo non è un modello sostenibile, ma il risultato di una politica miope che ignora il problema fino a quando diventa ingestibile. La manutenzione, specie nelle situazioni di pericolo e incolumità pubblica, è un’attività che prescinde dalla politica e delle polemiche. È una attività tecnica che deve essere svolta in piena autonomia e deve avere come unico faro le valutazioni effettuate da specialisti. A Genova si ha invece l’impressione, da anni, che si proceda solo con abbattimenti indiscriminati anziché attuare una manutenzione costante che garantisca sicurezza senza ridurre il patrimonio arboreo. Chiediamo da tempo trasparenza: quali sono i criteri di valutazione? Perché non viene fatto un monitoraggio preventivo sistematico? Perché i cittadini scoprono gli abbattimenti solo a decisioni già prese? Se oggi la città ha alberi pericolanti è perché la giunta ha trascurato la manutenzione per anni. Le piante non diventano improvvisamente pericolose: è la mancanza di cure che le rende un rischio. Abbattere non è la soluzione, è solo l’ammissione del fallimento nella gestione del verde pubblico che a una Giunta Bucci e ora Piciocchi, smaniosa di costruire ed edificare, non è mai interessato un granché. Basta vedere cosa ne è della norma nazionale del 2013 che prevede l’obbligo di piantumazione di un albero per ogni nuova nascita nei Comuni sopra i 15 mila abitanti. Genova non rispetta queste norme dicendo che mancano i fondi: ma quello che manca è la volontà politica, ovvero il totale disinteresse verso gli alberi e quindi il benessere delle persone. Europa Verde continuerà a chiedere un piano serio di manutenzione preventiva, con censimenti periodici e interventi mirati, per evitare di dover scegliere tra la sicurezza e la tutela del verde. Chi governa la città si assuma le proprie responsabilità, invece di scaricarle su chi chiede trasparenza e rispetto per il bene comune. Senza tra l’altro essere mai ascoltato. Quando mai Tursi negli ultimi anni si è fermato di fronte alle proteste dei cittadini? Pensiamo alla funivia del Lagaccio, pensiamo allo skymetro: dove nonostante decine di proteste con centinaia di persone il Comune non si vuole fermare nemmeno davanti all’abbattimento di una scuola. Figuriamoci se si fa problemi ad abbattere un albero. Noi non sappiamo se la tragedia che è accaduta è colpa dell’amministrazione: sarà un’inchiesta a stabilirlo.
Siamo invece certi che se c’è un pericolo l’amministrazione deve eliminarlo, per tutelare gli abitanti. Ma deve farlo in trasparenza: che è esattamente l’opposto di lanciare accuse a vanvera, solo per mascherare la propria debolezza».

Per quanto ci riguarda [separiamo il commento, questo, dalla notizia delle reazioni di associazioni e partiti] apprendiamo dal candidato-vicesindaco facente funzioni Piciocchi che la città è piena di pericolosi ecoterroristi che avrebbero intimidito (dalla Treccani: intimidire = intimorire, incutere paura, in modo da costringere ad agire in un determinato modo o, più spesso, a desistere da un’azione, anche giusta: i. qualcuno facendo la voce grossa; i. con minacce, con prepotenze) la giunta e i tecnici che per questo, per sua stessa ammissione, avrebbero fatto spesso «scelte dissennate, illogiche e dispendiose». Apprendiamo che secondo il vicesindaco per questo motivo gli alberi sotto la responsabilità del Comune cadrebbero per non essere stati tagliati. Oltre alla palma schiantata in piazza Paolo da Novi, uccidendo la povera Francesca Testino, è caduto anche un pino nei giardini Esposito ad Albaro, molto vicino all’area giochi dei bambini. Ci chiediamo quanti altri alberi pericolosi non sono stati tagliati e rischiano di caderci sulla testa. Ci chiediamo anche perché se le intimidazioni sono state così gravi da indurre tecnici e politici a non compiere un’azione giusta (diventando minacce, che sono un reato perseguibile a querela di parte per l’articolo 339 del codice penale) non siano state denunciate? Non è per caso che il timore era principalmente quello di assumersene la responsabilità e per questo perdere voti? Chi amministra deve assumersi il rischio di mettere in atto azioni impopolari se sono giuste. Il fine è il bene della collettività, non il potere di per sé. Chi è responsabile della salute pubblica, se viene minacciato perché non la tuteli, deve denunciare. Il vicesindaco si è sentito veramente minacciato (con i tecnici e gli assessori competenti) a tal punto da avere paura sia di fare quel che era giusto sia di denunciare? Ricordiamo il coraggio del sindaco Leoluca Orlando che, quando a Palermo fece abbattere le case abusive, fece una cosa certamente non popolare e per lui davvero pericolosa. Lui di minacce vere, reali, mafiose ne aveva ricevute in grande quantità. davvero. Eppure è andato avanti, altro che “clima di intimidazione” per un pugno di casalingə, operaə, impiegatə, professionistə, pensionatə che chiedono una diversa gestione del verde mettendo in atto pacifiche manifestazioni. Esprimere l’opinione, sembra incredibile doverlo ricordare nel 2025, non è un crimine, è un diritto. Lo dice l’articolo 21 della Costituzione. È stato scritto dai Padri Costituenti per mettere il sigillo all’epoca nera in cui era un reato e chi la esprimeva veniva incarcerato o messo al muro. Dissentire non è né lesa maestà né peccato mortale e tantomeno un reato. Poi, siamo seri, il dissenso della popolazione mai ha fermato, in 8 anni, alcuna azione del centrodestra al governo della città, giusta o sbagliata che fosse.


Ecco la lista dei comitati e delle associazioni della rete genovese

  • 1.Comitato Giardini Malinverni
  • 2.Comitato Officine Sampierdarenesi
  • 3.Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe
  • 4.Comitato contro la cementificazione di Terralba
  • 5.OpposizioneSkymetro – Valbisagno Sostenibile
  • 6.Comitato con i piedi per terra
  • 7.Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura di Genova
  • 8.Comitato Valpolcevera Resistente San Quirico
  • 9.Comitato Porto Aperto
  • 10.Comitato SìTram Genova
  • 11.Comitato Nervi 2022 no ZTL
  • 12.Comitato spontaneo Trasta Fegino
  • 13.Comitato liberi cittadini di Certosa
  • 14.Comitato sotto il ponte Bisagno
  • 15.Comitato Cittadini Banchelle
  • 16.Comitato Vie Ardoino e Landi
  • 17.Comitato Donne di Cornigliano
  • 18.Comitato Tutela Ambientale Genova
  • 19.Comitato Acquasola
  • 20.Circolo Nuova Ecologia
  • 21.Circolo San Bernardo
  • 22.Gruppo Aretè
  • 23.AMA Associazione Abitanti Maddalena
  • 24.Associazione Amici di Ponte Carrega
  • 25.Associazione Mobilita Genova – MobiGe
  • 26.Associazione Quelli del Ponte Morandi
  • 27.Associazione Liguria a Sinistra
  • 28.Rete Cittadina “Insieme per la Salute di Tutti”
  • 29.Rete Spazio Libero Malinverni
  • 30.Italia Nostra Onlus
  • 31.Medici per l’ambiente ISDE
  • 32.Medicina Democratica movimento di lotta per la salute
  • 33.Movimento indipendente dei Cittadini per Carignano
  • 34.NO alla cementificazione di Nervi
  • 35.WWF Genova Città Metropolitana
  • 36.Coordinamento Ligure per la gestione corretta dei rifiuti
  • 37.Società della Cura
  • 38.Giustizia Sociale
  • 39.Collettivo Corpi Idrici
  • 40.Extinction Rebellion
  • 41.Eco Istituto RE.GE.
  • 42.Attac Genova
  • 43.Buskers

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